Antonio Amodeo
Specialista in Urologia
Master II° livello in Chirurgia Robotica
Master II° livello Chirurgia Andrologica
Diplôme Universitaire de Chirurgie Laparoscopique (Université de Strasbourg)



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Calcolosi urinaria Renale

 

Un'accurata anamnesi, esami metabolici e radiologici mirati e, se possibile, l'analisi chimica del calcolo (in caso di espulsione o di estrazione mediante intervento chirurgico) sono indispensabili per una corretta diagnosi.

Per quanto riguarda la calcolosi da ossalato di calcio, in passato era particolarmente diffusa la convinzione che una dieta priva o estremamente povera di latte e derivati fosse una valida arma nei confronti delle recidive; studi successivi hanno invece evidenziato l'inutilità e, in alcuni casi, addirittura la dannosità di una tanto rigida restrizione.

Numerosi studi hanno invece evidenziato l'importanza di introdurre grosse quantità di liquidi, in modo tale da diluire le urine ed evitare così il depositarsi di soluti a livello delle vie urinarie. Si consiglia l'introduzione di almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno (oltre all'acqua introdotta con gli alimenti), preferibilmente lontano dai pasti.

È stato osservato, inoltre, che un elevato introito di proteine e di sodio aumenta l'escrezione di ossalato, aumentandone così la concentrazione a livello urinario.Per tale motivo è preferibile non eccedere nel consumo di alimenti particolarmente ricchi di proteine, come carne, pesce, uova e formaggi.

È consigliabile, inoltre, limitare il consumo di sale e degli alimenti ricchi di sale, come ad esempio carne e tonno in scatola, acciughe, salumi e arachidi. Benché una dieta ricca di verdure, legumi e frutta sia sempre auspicabile (almeno 300-400 mg di verdura al giorno), per il paziente in cui è stata riscontrata una calcolosi da ossalato di calcio sarebbe preferibile limitare il consumo di radicchio, barbabietole, rabarbaro, prezzemolo ed erba cipollina, in quanto sono alimenti particolarmente ricchi di acido ossalico.

Un pH urinario particolarmente acido (5-5,5) può predisporre alla formazione di calcoli da ossalato di calcio. Per tale motivo può essere di aiuto l'utilizzo di sostanze in grado di alcalinizzare le urine, come ad esempio il citrato di potassio; tuttavia non tutti gli autori sono concordi sull'efficacia di tale terapia, che in ogni caso deve essere assunta sotto controllo medico e per lunghi periodi.

 

Come sapere se si è bevuto abbastanza?

È sufficiente guardare le urine: se sono scure e di cattivo odore significa che non si sta bevendo abbastanza, mentre se sono pallide e inodore, il rischio di calcolo diminuisce.

 

 

 

 

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