Antonio Amodeo
Specialista in Urologia
Master II° livello in Chirurgia Robotica
Master II° livello Chirurgia Andrologica
Diplôme Universitaire de Chirurgie Laparoscopique (Université de Strasbourg)


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Domande frequenti

 

Anche le donne vanno dall’urologo?
La maggior parte dei pazienti sono uomini in quanto per lo più si rivolgono all’urologo per problemi prostatici o della sfera sessuale, ma un 15% è rappresentato da donne che possono lamentare disturbi all’apparato urinario.

Come si svolge una visita urologica?

Si esegue la raccolta dei dati personali e poi la visita urologica cambia a seconda del sesso del paziente e della sintomatologia riferita. Se il paziente lamenta difficoltà nella minzione ( urinare ) generalmente si pensa ad un problema di occlusione prostatica e/o eventualmente di un malfunzionamento del meccanismo di svuotamento vescicale. Nel primo caso si esegue l’esplorazione rettale che è indispensabile per valutare le dimensioni ma anche il profilo della prostata. Viene eseguita dall’ urologo mediante l’introduzione del dito indice nel retto del paziente per qualche secondo. Si tratta di una manovra non dolorosa ma inevitabile per la diagnosi. Se il problema è altresì riferibile agli altri distretti sarà necessario approfondire con esami di secondo livello. Le donne vengono visitate a livello genitale nel caso riferiscano incontinenza urinaria per eseguire l’eplorazione del piano perineale per valutare il grado dell’incontinenza urinaria riferita. Anche in questo caso saranno necessari ulteriori esami per definire meglio il quadro clinico. L’esame obiettivo dell’addome e dei genitali non dovrebbe mai mancare durante una visita urologica/andrologica.

Il tumore alla prostata da sintomi?

In genere no, soprattutto se è in fase precoce, in quanto si sviluppa nell’85% dei casi nella porzione periferica della ghiandola prostatica che non essendo in contatto con l’uretra non manifesta i disturbi urinari tipici dell’ingrossamento benigno della porzione centrale che avviene con l’aumentare dell’età.

Come si può diagnosticare il tumore alla prostata?

Sono tre i paramentri che vengono valutati:
- esplorazione rettale
- PSA
- ecografia prostatica transrettale

L’indicazione alla biopsia della prostata può essere data anche solo quando il sospetto di neoplasia è legato ad un’alterazione di solo uno dei tre parametri valutati.


Cos’è l’ecografia prostatica transrettale?
Si tratta di un ecografia che viene effettuata con una metodica che consente di visualizzare la prostata attraverso l’introduzione, per pochi secondi, di una mini-sonda ecografica nel retto.

Cosa significa esame istologico?
L’esame istologico consiste nell’analisi al microscopio del tessuto dell’organo interessato e permette di confermare il sospetto diagnostico per la presenza o meno di affezioni maligne.
Perché è importante il referto dell’esame istologico dell’organo asportato durante l’intervento chirurgico?
E’ fondamentale dopo l’intervento chirurgico inviare la porzione o l’intero organo asportato per la refertazione anatomo-patologica in quanto quest’ultima ci permette di capire se l’estensione della malattia è all’interno dei margini chirurgici o all’esterno e quindi impostare la successiva strategia terapeutica.

La biopsia della prostata è dolorosa?
E’ ben tollerata se viene praticata un’adeguata anestesia locale
L’ecografia della prostata vista dall’addome garantisce gli stessi risultati dell’ ecografia attraverso il retto?
No, perché la prima non è sufficientemente precisa

Quali sono gli interventi chirurgici per la prostata?
Gli interventi chirurgici che vengono eseguiti sulla prostata sono o per ridurre i disturbi urinari causati dall’ingrossamento benigno ( resezione endoscopica transuretrale e prostatectomia semplice) e quelli necessari per asportare la neoplasia prostatica ( prostatectomia radicale “ a cielo aperto” o laparoscopica senza grandi incisioni cutanee sull’ addome).

Dopo l’intervento di prostatectomia semplice è possibile non avere più eiaculato ( sperma )?
Sì in quanto parte dello sperma va in vescica per l’ampiameno del collo dell’uretra ed inoltre riducendo il volume prostatico cala il liquido seminale.
Quali possono essere i maggiori effetti collaterali dell’intervento di prostatectomia radicale?
In una percentuale di casi è possibile che a seguito dell’intervento chirurgico effettuato per rimuovere la prostata affetta da tumore, si verifichino impotenza e incontinenza urinaria anche se il miglioramento delle tecniche chirurgiche e un’adeguata riabilitazione post operatoria permettono una buona ripresa dell’attività sessuale e della continenza urinaria.
Quali sono i tempi di recupero, se ci sono, degli effetti collaterali dell’intervento di prostatectomia radicale?
Oggi sono notevolmente ridotti i casi di totale impotenza ed incontinenza urinaria, ma se presenti si risolvono con un’ adeguata riabilitazione che va richiesta all’urologo di riferimento dopo l’intervento chirurgico ed il periodo di recupero previsto può essere tra i 3 e i 12 mesi.

Esistono altri trattamenti per la neoplasia prostatica?
Si. Altri approcci possono essere utilizzati sia da soli che associati al trattamento chirurgico come la terapia medica ( ormonoterapia o chemioterapia ), radiante ( trattamento radioterapico esterno e brachiterapia ) o altri come la crioterapia o il trattamento ad ultrasuoni.E’ importante ricordare che tutte le opzioni vanno discusse con lo specialista.

Il bruciore urinario è preoccupante?
Generalmente il bruciore urinario si risolve spontaneamente in pochi giorni se la sintomatologia è lieve, ma se il fastidio persiste è consigliabile rivolgersi all’ urologo.

Cos’è la cistoscopia?
La cistoscopia è un esame diagnostico che serve all’urologo per valutare visivamente l’interno della vescica. Si utilizzano strumenti con cannule di pochi millimetri di diametro rigide o flessibili che passando attraverso l’uretra permettono di visualizzare la vescica e da qui eseguire anche trattamenti di chirurgia endoscopica. La cistoscopia è ben tollerata soprattutto se si utilizzano cannule flessibili di ultima generazione che però sono molto costose e delicate quindi non in dotazione a tutti gli urologi.

Cosa s’intende per trattamento E.S.W.L dei calcoli urinari?
Si tratta di un trattamento, di solito ben tollerato, che permette di sbriciolare i calcoli attraverso la stimolazione dall’esterno del corpo con ultrasuoni.

L’ecografia addominale è sufficiente per fare diagnosi di calcoli urinari?
In parte, perché permette di ben visualizzare solamente il rene e la vescica e non le vie escretrici spesso sede di calcoli incuneati nel loro tratto.

L’attività sessuale può peggiorare i disturbi dell’apparato urinario?
No, anzi una sana e regolare attività sessuale aiuta a migliorare i disturbi urinari

Cos’è il varicocele?
Si tratta di una frequente patologia a carico del distretto venoso testicolare, più spesso a sinistra, che non si manifesta con dolore ma con un senso di pesantezza locale legato alla varicosità delle vene di questa zona.
Il varicocele richiede sempre un intervento chirurgico?
Dipende dalla valutazione dello specialista andrologo, in quanto può essere responsabile di ipofertilità specie se di grado elevato.

Se noto che ho un calo dell’erezione o del desiderio sessuale devo farmi visitare?
Sarebbe meglio consultare lo specialista urologo o andrologo per indagare l’origine del calo. E’ importante non vergognarsi e rivolgersi al più presto per una diagnosi accurata ed un’eventuale terapia.

La “pillola” per l’erezione ( es. Viagra, Levitra, Cialis, Vivanza, ecc) fa male al cuore?
No, si tratta di farmaci che favoriscono la vasodilatazione del circolo sanguigno generale e anche a livello coronario facilitano il flusso di sangue al cuore, ma non vanno assunti sia se si sta facendo una terapia cardiaca con farmaci nitroderivati in quanto determinano un potenziamento dell’effetto sia in casi di gravi cardiopatie.

 

 

 

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