Antonio Amodeo
Specialista in Urologia
Master II° livello in Chirurgia Robotica
Master II° livello Chirurgia Andrologica
Diplôme Universitaire de Chirurgie Laparoscopique (Université de Strasbourg)



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Il varicocele

 

Il varicocele è una patologia caratterizzata dalla comparsa di varici del plesso pampiniforme, ha un’incidenza di circa il 16-18% nella popolazione maschile, ha una maggiore frequenza a sinistra , raro solo a destra,nel  15% dei casi è bilaterale,e  determina un’alterazione dei parametri seminali nel 60-70% dei casi  (numero e morfologia)  e per tale motivo rappresenta la più frequente causa di infertilità maschile, infatti l’aumento di temperatura testicolare indotto dal reflusso venoso e la produzione di radicali liberi  determinano un’alterazione della spermatogenesi. Può essere sintomatico (fastidio, senso di pesantezza a livello testicolare) o asintomatico.

 

Varicocele e infertilità

Il varicocele è una causa importante di alterazione progressiva della funzione testicolare, tubulare e interstiziale. Qualora questa alterazione esista, la correzione del varicocele arresterà un ulteriore declino della fertilità e provocherà un miglioramento della spermatogenesi. Ma non sempre l’intervento determinerà un miglioramento della fertilità. Inoltre, molti portatori di varicocele sono e rimarranno fertili e non avranno alcun beneficio dall’intervento di correzione. E’ indispensabile dunque decidere sull’opportunità o meno di correggere il varicocele a seconda dei casi, individuando quei soggetti a rischio di futura infertilità piuttosto che operare tutti, indiscriminatamente. Non sempre la decisione può essere guidata dall’esame del liquido seminale. In caso di diagnosi in età pediatrica l’esame non potrà essere effettuato, fino ai 18 anni o almeno fino a che non vi sia una completa maturazione gonadica.

In età post-puberale si potrà effettuare lo spermiogramma ma non esiste un singolo parametro seminale che, singolarmente, correli con la fertilità. Dato che il potenziale di fertilità è multifattoriale anche la valutazione dovrà esserlo in quanto non esiste un pattern seminologico caratteristico del danno seminale da varicocele. Sebbene nessuno dei criteri proposti fino ad oggi sia da solo, scientificamente accettabile per decidere la correzione, e sebbene la normozoospermia non sia necessariamente sinonimo di normale fertilità (portatori di varicocele normozoospermici possono avere un danno sulla fertilità che si manifesta con l’alterazione di test funzionali quali la reazione acrosomiale, l’hemizona assay o l’hamster oocyte penetration test), possiamo dire che l’indicazione all’intervento si pone quando si verifichi almeno una delle seguenti condizioni indipendenti:

A) Quando sia presente una dispermia in almeno 2-3 spermiogrammi (WHO) consecutivi

b) Quando sia presente un varicocele di grado maggiore al II (flussimetrico)

c) Quando sia presente una ipotrofia testicolare omolaterale al varicocele

Ogni qualvolta si effettuerà una correzione i suoi effetti si potranno valutare mediate monitoraggio seminale. Lo spermiogramma resta dunque il metro di giudizio più ovvio, insieme alla gravidanza, sull’efficacia dell’intervento.

Non sempre si ottiene un miglioramento dei parametri sebbene quasi tutti gli studi evidenzino come nella maggior parte dei casi si ha, a 3 e 6 mesi, un miglioramento in almeno 1 dei 3 parametri fondamentali (concentrazione, motilità, morfologia).

 Da Carlo Trombetta, “Il Varicocele”

              


 TRATTAMENTO DEL VARICOCELE: le più comuni tecniche

 Il vantaggio di questo tipo di intervento rispetto agli interventi tradizionali è rappresentato dal poter effettuare agevolmente l'intervento in anestesia locale grazie ad una aggressione bassa del funicolo al di sotto dell'anello inguinale esterno. Lo svantaggio di trovare a questo livello molteplici vene.



  • Sclerotizzazione anterograda (sec. Tauber)
    La sclerotizzazione anterograda delle vene spermatiche prevede l’iniezione di una sostanza sclerosante al di sotto dell’anello inguinale esterno attraverso una incisione di due cm a livello della radice dello scroto.




  • Sclerotizzazione retrograda percutanea

La sclerotizzazione retrograda percutanea con accesso transfemorale è una tecnica semplice, minimamente invasiva che si adatta perfettamente alle esigenze della Day-Surgery: La prerogativa di questo tipo di intervento è infatti di essere eseguito in anestesia locale e di essere di breve durata: L’accesso percutaneo non necessita inoltre di punti di sutura. L’utilizzo del mezzo di contrasto e dell’amplificatore di brillanza consentono l'identificazione del circolo patologico e del reflusso.

L’anestesia  è locale, nel punto di inserzione dell’ago a livello della vena femorale destra.


 

 

 

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